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La storia di Fabio: quando l’obesità ti toglie il respiro

La storia di Fabio, 160 kg, tra cadute, difficoltà quotidiane e la paura vissuta quando la figlia gli è scivolata dalle mani e il nuovo percorso

La rinascita di Fabio: oltre il peso, verso sua figlia

Fabio dice sempre che l’obesità non gli è piombata addosso all’improvviso, è arrivata lentamente, come una marea che sale senza fare rumore, finché un giorno ti accorgi che l’acqua è al collo e non sai più come tornare a riva.

A 50 anni, 160 chili, una vita che sembrava più stretta di lui.

La quotidianità che si sgretola

Per Fabio, ogni gesto era diventato un ostacolo.

Allacciarsi le scarpe significava trattenere il fiato, salire in macchina era un incastro studiato, le scale, un’impresa da evitare, la doccia, un equilibrio precario tra fatica e frustrazione.

“Mi sembrava che il mondo fosse fatto per persone più piccole di me, le sedie, i sedili, i vestiti… perfino gli abbracci.”

E così, giorno dopo giorno, Fabio ha iniziato a rinunciare: alle uscite con gli amici, alle foto, alle camminate, ai momenti di leggerezza, la sua vita si era ristretta, mentre il suo corpo continuava ad allargarsi.

Il corpo che manda segnali

L’obesità non era solo un numero sulla bilancia, era fiato corto, pressione alta, dolori alle ginocchia, apnee notturne, stanchezza che non passava mai.

“Dormivo male, mangiavo per stanchezza, ero stanco perché mangiavo male, un circolo vizioso che non sapevo più come spezzare.”

Ogni visita medica era un avvertimento, ogni giorno, un promemoria che qualcosa non andava più.

L’incidente sul lavoro

La caduta è arrivata in un giorno qualunque, mentre stava spostando del materiale dietro il bancone della gastronomia, un movimento sbagliato, un piede che scivola, il corpo che perde l’equilibrio.

Fabio è caduto pesantemente a terra, un tonfo secco, il fiato che si spezza, il mondo che si ferma.

“Non riuscivo a rialzarmi, le braccia tremavano, le gambe non rispondevano, sentivo il peso del mio corpo come una gabbia.”

I colleghi sono accorsi, hanno provato a tirarlo su con difficoltà, ma ci sono voluti minuti lunghissimi, imbarazzanti, dolorosi. Minuti in cui Fabio ha visto negli occhi degli altri non solo preoccupazione ma anche quella pietà che brucia.

Mi sono sentito piccolo. Intrappolato. Umiliato. E soprattutto… spaventato.”

Quella caduta non gli ha fatto solo male al corpo: gli ha fatto male all’anima.

La figlia tra le braccia: il momento che lo ha spezzato

La bambina era nata da pochi mesi: piccola e leggera con quel profumo di latte che riempie la casa e il cuore. Fabio la prendeva in braccio con una cura infinita ma anche con una paura che non confessava a nessuno: la paura di non riuscire a sostenerla come avrebbe voluto.

Un pomeriggio mentre la compagna era in cucina lui stava cercando di spostarsi dal divano alla culla; un gesto semplice e normale per qualsiasi genitore ma non per lui.

Il suo corpo era rigido, il fiato corto e le braccia affaticate; in un attimo che ancora oggi gli brucia addosso la bambina gli è scivolata dalle mani.

La bambina è caduta sul pavimento per fortuna senza farsi male, un miracolo!.

Ma Fabio sì; Fabio si è fatto malissimo dentro. “Ho sentito il sangue gelarsi; ho pensato: non sono in grado di tenere in braccio mia figlia; non sono in grado di proteggerla: il mio corpo è diventato un limite anche per lei.

” Si è seduto tremando; la compagna è accorsa spaventata dal suo sguardo più che dall’accaduto; Fabio non riusciva a parlare né a respirare; si sentiva un padre a metà: un uomo tradito dal suo stesso corpo. “

”È stato il momento più brutto della mia vita: peggio della caduta al lavoro; peggio di tutto perché lì non c’ero io a rischiare… c’era lei.”

Quell’episodio lo ha travolto come un’onda: ha capito che non poteva più rimandare né nascondersi dietro alla vergogna o alla paura: la sua obesità non era più solo un problema suo ma stava toccando la persona più fragile e preziosa della sua vita.

“Ho capito che se non cambiavo avrei perso molto più del fiato: avrei perso la possibilità di essere il padre che volevo essere.”

 

Il primo passo

Il giorno dopo Fabio ha incontrato Francesca una amica e professoressa esperta nella malattia del diabete e dell’obesità che lo ha diretto verso un centro specializzato.

Non cercava una dieta ma una via d’uscita. Ha iniziato un percorso multidisciplinare: medico nutrizionista psicologo attività fisica adattata; ha perso i primi chili lentamente con fatica con ricadute e con giorni in cui avrebbe voluto mollare tutto ma non l’ha fatto perché ora non lo faceva più per la bilancia ma per sua figlia.

La voce di chi non vuole più nascondersi

Fabio oggi è ancora in cammino: non è arrivato ma ha iniziato; questo per lui è già una vittoria. “Non siete pigri né colpevoli né soli; l’obesità è una malattia e come tutte le malattie si può curare.” Serve il primo passo anche piccolo anche tremante.” Sua figlia è nata da poco: Fabio ogni giorno si allena a diventare l’uomo che vuole che lei veda. “Non so quanto ci metterò ma so che non smetterò perché ora ho un motivo che pesa più di 160 chili: mia figlia.”

Domande frequenti

A cosa porta il sovrappeso?

Il sovrappeso può portare a una serie di problemi di salute, tra cui malattie cardiache, diabete di tipo 2 e ipertensione. Inoltre, può influenzare negativamente la qualità della vita, causando difficoltà fisiche e limitazioni nelle attività quotidiane. Non da ultimo, il sovrappeso può avere anche ripercussioni psicologiche, portando a bassa autostima e depressione.

A cosa è dovuta più frequentemente l’obesità?

L’obesità è frequentemente dovuta a un combinato di fattori genetici, ambientali e comportamentali. Una dieta poco equilibrata ricca di cibi ad alto contenuto calorico e povera di nutrienti, insieme a uno stile di vita sedentario, sono tra le principali cause. Anche fattori psicologici possono giocare un ruolo significativo nello sviluppo dell’obesità.

A cosa sono associati sovrappeso e obesità?

Sovrappeso e obesità sono associati a numerosi rischi per la salute, tra cui malattie cardiovascolari, diabete e problemi articolari. Inoltre, queste condizioni possono aumentare il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro. È importante riconoscere che l’obesità non è solo una questione estetica, ma una malattia che richiede attenzione medica e supporto adeguato.

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