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Giornata Internazionale della Pasta: tra cultura, gusto e disinformazione

È un alimento democratico, nutriente e sostenibile. Basta un po’ d’acqua, farina e fantasia per creare un piatto che unisce culture diverse

Il 25 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Pasta, un appuntamento nato nel 1998 a Napoli per iniziativa dell’Unione Italiana Food e dell’International Pasta Organisation (IPO). Da allora, l’evento è diventato un’occasione per valorizzare uno dei simboli più amati e riconosciuti della dieta mediterranea, ma anche per fare chiarezza su miti e falsi allarmi che circondano questo alimento.

Un piatto globale dal cuore italiano

Dalla pasta fresca emiliana ai formati secchi di Gragnano, fino agli spaghetti “made in USA” o alle versioni senza glutine, la pasta è ormai un patrimonio gastronomico universale. Secondo i dati IPO, ogni anno se ne producono oltre 17 milioni di tonnellate, e l’Italia resta il primo consumatore mondiale, con circa 23 kg pro capite.

“È un alimento democratico, nutriente e sostenibile. Basta un po’ d’acqua, farina e fantasia per creare un piatto che unisce culture diverse.”

Le fake news nel piatto

Ma non mancano le fake news. Negli ultimi anni, la pasta è stata spesso accusata di “far ingrassare” o di essere poco salutare. Nulla di più falso, secondo nutrizionisti e dietologi.

“La pasta non fa ingrassare se consumata nelle giuste quantità e abbinata correttamente,” chiariscono le nutrizioniste. “È una fonte importante di carboidrati complessi e favorisce il senso di sazietà. Il problema non è la pasta, ma i condimenti troppo calorici o le porzioni eccessive.”

Un altro mito duro a morire riguarda la cottura al dente: non è solo una questione di gusto, ma anche di salute. Una pasta al dente ha infatti un indice glicemico più basso, utile per controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Tra innovazione e sostenibilità

Oggi la pasta guarda anche al futuro. Le aziende del settore stanno investendo in formati integrali, legumi e farine alternative, rispondendo alle esigenze di chi cerca un’alimentazione più sostenibile o ha particolari intolleranze. Inoltre, la filiera si sta orientando verso produzioni a basso impatto ambientale e packaging riciclabili.

Un alimento semplice e universale

La pasta è un’icona della dieta mediterranea: pochi ingredienti, grande versatilità.

Eppure il suo successo travalica i confini: si produce in Europa, in Asia, in America. Secondo dati recenti, l’Italia resta il Paese con il consumo pro capite più alto al mondo, con oltre 23 chilogrammi l’anno per persona. 

Nel 2024, l’Italia ha esportato circa 2,42 milioni di tonnellate di pasta, per un valore di 4,02 miliardi di euro, ossia il 58 % della produzione nazionale.

Numeri che parlano: otto miliardi di porzioni di pasta italiana hanno raggiunto tavole in quasi 200 paesi. 

Tuttavia, la pasta non è esente da sfide: negli ultimi anni i prezzi sono cresciuti in modo significativo (con punte di +38 % tra il 2022 e il 2025), mentre in alcuni periodi i consumi di pasta secca sono calati del 3,3 %, compensati da incrementi nelle vendite di pasta fresca (+6,7 %).

Tra miti e disinformazione alimentare

Nonostante la sua popolarità, la pasta è spesso vittima di falsi miti:

  • “La pasta fa ingrassare”: falso se si rispettano le porzioni e si scelgono condimenti non eccessivamente elaborati. I nutrizionisti ricordano che è un’ottima fonte di carboidrati complessi, utile per dare energia e sazietà.

  • “Meglio al dente è più salutare”: vero in parte — una cottura al dente mantiene un indice glicemico più basso rispetto a una cottura oltre il punto.

  • “La pasta contiene glutine, dunque è da evitare”: non per tutti. È vero che esistono forme di sensibilità o celiachia, ma per chi non ha restrizioni, la pasta è compatibile con una dieta sana.

  • “Mangiando pasta sostituisco i cereali integrali”: non è equivalente; l’ideale è alternare e privilegiare versioni integrali o arricchite con legumi per aumentare fibre e proteine.

La Giornata Internazionale della Pasta offre l’occasione per far circolare conoscenze corrette: non demonizzare alimenti, ma informarci meglio.

Innovazione, salute e sostenibilità

Il comparto non resta fermo. Le aziende investono in:

  • Formati integrali, di farro, di legumi e versioni senza glutine per rispondere alle esigenze nutrizionali contemporanee.

  • Packaging più sostenibili e tecnologie produttive a basso impatto ambientale.

  • Miglioramento della filiera per ridurre sprechi e inefficienze.

Allo stesso tempo, resta un valore immateriale: la cultura del condividere un piatto di pasta, un gesto quotidiano che sa di comunità, identità e memoria.

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