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Non tutti gli oli d’oliva sono uguali: ecco come scegliere quello giusto per la salute

L’olio d’oliva è uno degli elementi centrali della dieta mediterranea, ma non tutti gli oli “di oliva” sono uguali.

L’olio d’oliva è uno degli elementi centrali della dieta mediterranea, ma non tutti gli oli “di oliva” sono uguali.

Tra le varie tipologie extravergine, vergine, raffinato e olio di sansa, ci sono differenze importanti nel modo di produzione, nel profilo nutrizionale e nei benefici per la salute. Conoscere queste differenze può aiutare a scegliere meglio e beneficare realmente del suo potenziale, evitando rischi inutili.

Tipologie e differenze produttive

TipologiaCome si ottieneLimiti regolatori principali
Extravergine di oliva (EVO)Spremitura meccanica (idealmente a freddo), olive sane, nessun trattamento chimico.Acidità libera ≤ 0,8 %. Norme UE richiedono anche limiti su perossidi, valori spettrofotometrici (K232, K270, Delta K) per garantire non ossidazione e aroma pulito.
Olio di oliva (“lampante raffinato + olio vergine”)Si tratta di oli raffinati (rimuovono difetti o odori attraverso processi fisici e chimici) miscelati con oli vergini o extravergini per migliorarne il gusto.Generalmente meno polifenoli, minori composti bioattivi. Acidità e sapore meno marcati.
Olio di sansaResidui solidi delle olive (sansa: bucce, nocciolo, polpa residua) → estrazione con solventi + raffinazione.Qualità inferiore; sapore e profilo nutrizionale più poveri. Uso più comune in ristorazione o cotture ad alte temperature.

Benefici dell’olio extravergine: cosa lo rende “speciale”

Grassi sani: l’EVO è ricco di acidi grassi monoinsaturi, soprattutto acido oleico, che favoriscono la riduzione del colesterolo LDL (“cattivo”) e supportano il profilo lipidico positivo.

Polifenoli e antiossidanti: composti come oleuropeina, tirosolo, idrossitirosolo, oleocantale, vitamina E e altri fitonutrienti, con funzione antiossidante, antinfiammatoria e protettiva nei confronti dello stress ossidativo.

Effetti protettivi per cuore, fegato, sistema vascolare: numerosi studi suggeriscono che il consumo regolare di olio EVO nella dieta mediterranea riduce il rischio di malattie cardiovascolari, migliora la sensibilità insulinica, aiuta nella prevenzione della steatosi epatica non alcolica.

Stabilità alla cottura moderata: se l’olio EVO è di buona qualità e ben conservato, può essere usato per padella a calore moderato, forno ecc., senza degradarsi eccessivamente.

Quando può “fare male” o essere meno utile

Non è che l’olio extravergine sia “cattivo” in assoluto, ma ci sono circostanze in cui i suoi benefici si riducono o emergono rischi:

Qualità scadente o deterioramento: olio ossidato, esposto all’aria, alla luce o al calore, perde polifenoli e si degradano i grassi. Possono aumentare perossidi, odori rancidi, gusto amaro o guasto.

Uso a temperature troppo elevate (oltre il punto di fumo): quando un olio supera il punto in cui comincia a fumare, si formano composti potenzialmente tossici (es. acroleina, perossidi). Con EVO di buona qualità, il punto di fumo è abbastanza alto, ma varia; evitare fritture ripetute o alte temperature prolungate.

Quantità e calorie: è un olio, ovvero grasso puro, circa 9 kcal per grammo. Usato in eccesso, anche l’olio EVO può contribuire ad aumentare l’apporto calorico, specialmente se la dieta è già ricca di altri grassi.

Allergie o sensibilità: non comuni per l’olio in sé, ma se l’olio è miscelato, contaminato o se chi lo consuma ha particolari condizioni metaboliche (colesterolo molto alto, malattie epatiche gravi) meglio verificare con medico o nutrizionista.

Come scegliere un buon olio EVO e usarlo bene

Ecco alcuni criteri pratici per acquistare e utilizzare olio di oliva o EVO efficacemente:

Leggi l’etichetta: cerca diciture come “extravergine”, “spremitura a freddo”, “acidità ≤ 0,8%”, indicazione del luogo di produzione, data molitura.

Preferisci bottiglie scure o latta – proteggono dalla luce. Conserva l’olio in luogo fresco, lontano da fornelli o fonti di calore.

Usa olio EVO a crudo per condimenti, insalate, bruschette – è dove i polifenoli e il sapore si esprimono meglio.

Cuoci con moderazione: uso a fuoco medio, salti leggeri, breve cottura. Evita alte temperature, fritture profonde con olio usato più volte.

Controlla la data: olio “fresco” (molitura recente) garantisce migliori proprietà. L’olio più vecchio perde aroma e composti bioattivi.

Usa le giuste quantità: 2-4 cucchiai al giorno (20-40 ml) sono sufficienti per beneficiare senza esagerare con le calorie.

Confronto sintetico: quando scegliere l’olio EVO e quando può bastare olio di oliva

Situazione / usoMeglio olio EVOOlio di oliva o olio più “raffinato” può bastare
Condimenti a crudo, insalate, bruschette
Cottura a fuoco medio / saltare leggermente✅ (di buona qualità)⚠️ — usare oli con punto di fumo adeguato, ma perdi benefici bioattivi
Frittura profonda o temperature molto elevate❌ — meglio oli con punto di fumo più alto✅ — olio di oliva raffinato o olio di semi adatto
Diete preventive, profilo lipidico, salute cardiovascolare✅ — extravergine è preferibile❌ — uso moderato, evitare di sostituirlo sempre con varietà di qualità inferiore

L’olio extravergine di oliva è senza dubbio la scelta migliore sul piano nutrizionale: ricco di grassi salutari, antiossidanti e proprietà protettive.

Non è esente da limiti, specie se l’olio è di scarsa qualità, usato male, in eccesso o sottoposto a calore estremo ma con un uso accorto e consapevole può essere un pilastro di salute. Differenziare ciò che usiamo in cucina non è un dettaglio: è parte del nostro benessere quotidiano.

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