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Cachi: superfrutto d’autunno, ma attenzione per chi ha diabete e problemi di peso

Ricchi di vitamine e antiossidanti, i cachi sono spesso celebrati per le loro proprietà benefiche.

Con l’arrivo dell’autunno tornano sulle tavole italiane i cachi, frutti dal sapore dolce e dalla consistenza morbida che molti considerano un vero comfort food stagionale.

Ricchi di vitamine e antiossidanti, i cachi sono spesso celebrati per le loro proprietà benefiche. Ma il loro contenuto zuccherino li rende un alimento da consumare con prudenza, soprattutto per chi convive con diabete o obesità.

Un concentrato naturale di zuccheri

Il caco è uno dei frutti più zuccherini in assoluto: un frutto medio può contenere fino a 20–25 grammi di zuccheri, soprattutto fruttosio e glucosio.

Questo comporta un indice glicemico (IG) medio-alto, capace di far aumentare rapidamente la glicemia post-prandiale.

Per le persone con diabete di tipo 2, il consumo non controllato può quindi portare a picchi glicemici indesiderati.

I nutrizionisti sottolineano che “il caco non è vietato”, ma deve essere inserito in una strategia alimentare equilibrata, calcolando la quantità di carboidrati totali nella giornata.

Benefici: più vitamine che calorie vuote

Nonostante gli zuccheri, i cachi non sono un semplice “dolcetto naturale”.

Sono ricchi di:

  • Vitamina A e carotenoidi, utili per la salute di pelle e vista.

  • Vitamina C, che sostiene il sistema immunitario.

  • Fibre, soprattutto pectine, che aiutano la regolarità intestinale.

  • Antiossidanti, che contribuiscono a ridurre l’infiammazione.

La presenza di fibre, se il frutto è ben maturo ma ancora compatto, può aiutare a modulare l’assorbimento degli zuccheri.

Cachi e obesità: la porzione fa la differenza

Per chi è in sovrappeso o obeso, il principale rischio non è solo lo zucchero, ma la densità calorica. Un caco medio fornisce circa 70–80 kcal, che aumentano facilmente se se ne consumano due o tre in un’unica porzione, come spesso accade.

La strategia consigliata dai dietologi è semplice: controllo della porzione e abbinamenti intelligenti. Mangiare il caco insieme a una fonte proteica (come yogurt greco) o a frutta secca può ridurre il picco glicemico e aumentare il senso di sazietà.

Le quantità consigliate

  • Diabetici: ½–1 caco piccolo, preferibilmente dopo un pasto proteico e ricco di fibre.

  • Sovrappeso/obesità: 1 caco alla volta, 2–3 volte a settimana.

  • Persone senza particolari problemi metabolici: 1 frutto al giorno può essere accettabile.

Meglio non nei succhi

Succhi e puree di cachi, privi di fibra insolubile e più facili da consumare in quantità elevate, aumentano notevolmente il carico glicemico. La forma intera e integra rimane la scelta migliore.

I cachi possono far parte di un’alimentazione sana, ma non per tutti nelle stesse quantità.

Per chi ha diabete o lotta con il peso, la chiave è non demonizzare il frutto, bensì gestirne la porzione e inserirlo in una dieta bilanciata.

In caso di dubbi, il consiglio degli esperti è sempre lo stesso: confrontarsi con il proprio nutrizionista per personalizzare le scelte alimentari.

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