L’obesità può aumentare di oltre il 60% il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare
Usare lo smartphone per almeno cinque ore al giorno è stato associato a un rischio di obesità superiore del 43%.
Ma il telefono non fa ingrassare direttamente: contano sedentarietà, sonno, alimentazione e tempo sottratto al movimento.
Lo smartphone ci accompagna praticamente ovunque. Lo utilizziamo per lavorare, comunicare, informarci, guardare video, controllare i social network e perfino per monitorare l’attività fisica o ciò che mangiamo.
Quando, però, il tempo trascorso davanti allo schermo occupa una parte consistente della giornata, può modificare alcune abitudini importanti per il controllo del peso. Si cammina meno, si rimane seduti più a lungo, si mangia distrattamente e spesso si va a dormire più tardi.
Una ricerca condotta su studenti universitari ha rilevato che utilizzare lo smartphone per almeno cinque ore al giorno era associato a un rischio di obesità superiore del 43%.
Il risultato ha attirato molta attenzione, ma deve essere interpretato correttamente: lo studio ha identificato un’associazione, non ha dimostrato che il telefono sia la causa diretta dell’aumento di peso.
Il problema non è lo smartphone in sé, ma ciò che può accadere mentre lo utilizziamo e le attività salutari che rischia di sostituire.
Cinque ore di smartphone aumentano davvero l’obesità?
Il dato del 43% proviene da uno studio presentato nel 2019 al congresso latinoamericano dell’American College of Cardiology. I ricercatori hanno analizzato 1.060 studenti della Facoltà di Scienze della Salute dell’Università Simón Bolívar, in Colombia.
Gli studenti che utilizzavano lo smartphone per almeno cinque ore al giorno presentavano un rischio di obesità superiore del 43%. Erano inoltre più propensi a consumare bevande zuccherate, dolci, snack e fast food e a praticare meno attività fisica.
È possibile consultare la sintesi dello studio sul sito dell’American College of Cardiology.
La ricerca era però osservazionale e trasversale: ha fotografato nello stesso momento il peso e le abitudini degli studenti.
Non consente quindi di stabilire con certezza se l’uso prolungato dello smartphone abbia favorito l’aumento di peso oppure se le persone più sedentarie tendessero anche a utilizzare maggiormente il telefono.
Cinque ore non sono una soglia uguale per tutti
Non esiste una soglia scientifica universale secondo cui quattro ore e cinquantanove minuti sarebbero innocue, mentre cinque ore farebbero automaticamente diventare obeso o obesa.
Il rischio dipende da come viene utilizzato il dispositivo e dal contesto generale della giornata. Cinque ore trascorse seduti a guardare video non hanno necessariamente lo stesso significato di cinque ore distribuite tra lavoro, telefonate effettuate camminando, navigazione e uso di applicazioni per l’attività fisica.
Contano soprattutto:
- il tempo complessivo trascorso seduti;
- il livello di attività fisica;
- le ore di sonno;
- l’uso serale o notturno del telefono;
- l’abitudine a mangiare davanti allo schermo;
- il tipo di contenuti visualizzati;
- le pause effettuate durante la giornata;
- l’eventuale uso problematico o compulsivo.
L’American Academy of Pediatrics sottolinea che, soprattutto nei bambini e negli adolescenti, non basta contare le ore. È necessario valutare anche la qualità dei contenuti, il momento della giornata, il contesto familiare e le attività che i media digitali sostituiscono.
Smartphone, sovrappeso e sedentarietà
Uno dei collegamenti più evidenti tra smartphone e aumento di peso è la sedentarietà.
Quando utilizziamo il telefono seduti o sdraiati, il consumo energetico è molto basso.
Il problema non riguarda soltanto la mancanza di sport.
Una persona può praticare attività fisica per trenta minuti e trascorrere comunque quasi tutto il resto della giornata seduta.
Lo smartphone può aggiungersi alle ore passate davanti al computer, in automobile, sul divano o alla scrivania.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti di limitare il tempo sedentario e di sostituirlo, quando possibile, con attività fisica di qualsiasi intensità.
Non viene indicato un numero massimo universale di ore davanti allo schermo per gli adulti, perché le evidenze non consentono di fissare una soglia valida per tutti.
Interrompere frequentemente il tempo trascorso seduti può essere utile anche quando non è possibile svolgere un vero allenamento. Alzarsi, camminare per qualche minuto, salire le scale o effettuare una telefonata in movimento contribuisce ad aumentare il dispendio energetico quotidiano.
Una persona obesa usa necessariamente di più il telefono?
Non tutte le persone che utilizzano molto lo smartphone sono obese e non tutte le persone con obesità trascorrono molte ore davanti allo schermo.
Definire qualcuno semplicemente “obeso” o “obesa” sulla base delle sue abitudini digitali sarebbe scorretto e stigmatizzante. È preferibile parlare di persona con obesità, ricordando che si tratta di una malattia cronica e multifattoriale.
Il peso corporeo è influenzato dall’interazione tra:
- predisposizione genetica;
- regolazione della fame e della sazietà;
- qualità dell’alimentazione;
- attività fisica;
- sonno;
- farmaci;
- condizioni endocrine;
- stress;
- ambiente familiare e sociale;
- disponibilità economica e accesso alle cure.
Lo smartphone può inserirsi in questo insieme di fattori, ma difficilmente rappresenta da solo la causa dell’obesità.
Mangiare guardando lo smartphone può favorire il sovrappeso
Guardare video, leggere messaggi o scorrere i social durante i pasti può ridurre l’attenzione dedicata al cibo.
Quando si mangia distrattamente, può diventare più difficile percepire quanto si è già consumato e riconoscere tempestivamente la sazietà.
Lo smartphone facilita inoltre il consumo automatico di snack.
Un video dopo l’altro, una partita o lo scorrimento continuo dei contenuti possono prolungare il tempo trascorso sul divano e favorire il cosiddetto “mindless eating”, cioè il mangiare senza una piena consapevolezza.
A questo si aggiunge l’esposizione frequente alla pubblicità di alimenti, bevande zuccherate, fast food e servizi di consegna a domicilio.
Nei giovani, i contenuti digitali possono influenzare preferenze alimentari, richieste di acquisto e frequenza del consumo.
Nel lavoro presentato all’American College of Cardiology, gli studenti che utilizzavano il telefono per almeno cinque ore erano circa due volte più propensi a consumare bevande zuccherate, fast food, dolci e snack e mostravano una minore attività fisica.
Smartphone, sonno e rischio di diventare obeso o obesa
L’uso serale dello smartphone può sottrarre tempo al sonno. Si rimane svegli per terminare un video, rispondere ai messaggi o controllare ancora una volta i social.
Le notifiche possono inoltre provocare risvegli durante la notte.
La luce dello schermo, l’attivazione emotiva generata dai contenuti e la semplice difficoltà a interrompere l’utilizzo possono ritardare l’addormentamento.
Dormire poco non causa automaticamente obesità, ma può contribuire all’aumento di peso attraverso diversi meccanismi:
- maggiore fame durante la giornata;
- alterazione dei segnali di fame e sazietà;
- desiderio più intenso di cibi calorici;
- stanchezza e minore propensione al movimento;
- più tempo disponibile per mangiare;
- peggioramento della regolazione della glicemia.
Uno studio pubblicato su Pediatrics, basato su più di 10.500 giovani, ha rilevato che possedere uno smartphone nella prima adolescenza era associato a probabilità maggiori di obesità, depressione e sonno insufficiente.
Le probabilità di obesità risultavano superiori del 40% tra i dodicenni che possedevano uno smartphone rispetto a quelli che non lo possedevano. Anche in questo caso si tratta di un’associazione e non della prova di un rapporto diretto di causa-effetto.
Lo studio è consultabile su PubMed.
Gli adolescenti in sovrappeso trascorrono più tempo davanti agli schermi?
Una revisione sistematica con metanalisi ha riunito 44 studi, comprendenti complessivamente più di 112.000 adolescenti. I giovani appartenenti alle categorie con maggiore tempo davanti agli schermi presentavano una probabilità di sovrappeso o obesità superiore del 27% rispetto a quelli con un’esposizione minore.
Gli autori hanno però evidenziato una notevole variabilità tra gli studi. Il risultato cambiava in base al tipo di schermo, all’età, al contesto e al metodo utilizzato per misurare il tempo digitale.
La metanalisi pubblicata su BMC Primary Care sostiene quindi l’esistenza di un’associazione generale, ma non identifica una soglia precisa oltre la quale il rischio aumenta improvvisamente.
Gli stessi autori hanno osservato che alcuni studi non rilevavano alcun legame significativo. Inoltre, l’associazione risultava più evidente per la televisione rispetto ad alcuni altri tipi di schermo. Questo suggerisce che non tutte le attività digitali abbiano gli stessi effetti.
Lo smartphone può favorire l’obesità anche attraverso lo stress
L’utilizzo problematico dello smartphone può essere collegato a stress, ansia, confronto sociale e difficoltà a interrompere la connessione.
Lo stress cronico può influenzare il comportamento alimentare.
Alcune persone cercano cibi dolci o molto calorici per ottenere un sollievo momentaneo, mentre altre saltano i pasti e mangiano in modo disordinato più tardi.
Anche il confronto continuo con immagini corporee idealizzate può peggiorare il rapporto con il cibo e con il proprio corpo.
Questo aspetto è particolarmente delicato negli adolescenti e nelle persone già vulnerabili a disturbi del comportamento alimentare.
Non è quindi sufficiente chiedere quante ore una persona trascorra con il telefono.
È importante comprendere come lo utilizza, quali emozioni provoca e se interferisce con il sonno, i pasti, il movimento, lo studio, il lavoro o le relazioni.
Essere in sovrappeso non significa dover eliminare lo smartphone
Eliminare completamente il telefono non è necessario né realistico.
Lo smartphone è uno strumento e può essere utilizzato anche per migliorare la salute.
Le applicazioni possono aiutare a:
- registrare l’attività fisica;
- ricordare di alzarsi;
- seguire programmi di allenamento;
- pianificare i pasti;
- monitorare il peso;
- ricevere sostegno da un professionista;
- seguire programmi digitali di modificazione dello stile di vita.
Una revisione ha rilevato che il monitoraggio digitale dell’alimentazione e dell’attività fisica può sostenere la perdita di peso nelle persone adulte con sovrappeso o obesità, soprattutto quando è accompagnato da indicazioni personalizzate.
Una metanalisi più recente ha inoltre osservato che gli interventi basati su applicazioni mobili possono produrre miglioramenti modesti del peso, del BMI, della circonferenza della vita e di alcuni parametri metabolici.
Lo smartphone può quindi essere parte del problema oppure parte della soluzione, a seconda di come viene utilizzato.
Come ridurre il tempo sullo smartphone senza rinunciarvi
Non è necessario passare improvvisamente da cinque ore a pochi minuti.
È spesso più efficace introdurre cambiamenti piccoli e sostenibili.
Si può iniziare controllando il tempo reale di utilizzo attraverso le funzioni già presenti nel telefono. Molte persone sottostimano le ore trascorse tra social, messaggi, video e navigazione.
Alcune strategie utili sono:
- disattivare le notifiche non indispensabili;
- non tenere il telefono sul tavolo durante i pasti;
- evitare lo schermo nei 30-60 minuti prima di dormire;
- caricare il dispositivo fuori dalla camera da letto;
- impostare limiti per le applicazioni più utilizzate;
- alzarsi almeno ogni 30-60 minuti;
- effettuare le telefonate camminando;
- non utilizzare automaticamente il telefono durante ogni attesa;
- programmare attività senza schermo;
- evitare di mangiare mentre si scorrono i social.
Per i bambini e gli adolescenti, le regole funzionano meglio quando vengono condivise dall’intera famiglia.
Chiedere a un ragazzo di posare il telefono mentre gli adulti continuano a controllarlo durante la cena difficilmente produce un cambiamento duraturo.
Quando l’uso dello smartphone diventa problematico
Il numero di ore non è l’unico elemento importante.
È opportuno prestare attenzione quando l’uso del telefono:
- impedisce di dormire a sufficienza;
- sostituisce quasi completamente l’attività fisica;
- accompagna ogni pasto;
- provoca irritabilità quando deve essere interrotto;
- interferisce con studio, lavoro o relazioni;
- porta a trascurare l’igiene personale o gli impegni;
- favorisce episodi di alimentazione incontrollata;
- viene utilizzato anche durante la notte;
- non può essere ridotto nonostante ripetuti tentativi.
In queste situazioni può essere utile parlarne con il medico, lo psicologo o, nel caso dei minori, con il pediatra.
Smartphone, obesità e cinque ore al giorno: che cosa concludere?
Trascorrere almeno cinque ore al giorno con lo smartphone è stato associato a un rischio di obesità superiore del 43% in un gruppo di giovani universitari.
Altri studi e metanalisi hanno rilevato un legame tra elevato tempo davanti agli schermi, sovrappeso, obesità e sonno insufficiente.
Questi risultati non dimostrano, però, che lo smartphone faccia ingrassare direttamente. È più probabile che il rischio derivi da una combinazione di sedentarietà, pasti distratti, consumo di snack, riduzione del sonno e minore attività fisica.
Una persona non diventa obesa o in sovrappeso per aver utilizzato troppo il telefono durante qualche giornata.
Il peso è determinato da fattori biologici, ambientali, psicologici e sociali molto più complessi.
Ridurre il tempo digitale superfluo può comunque restituire spazio al movimento, al sonno e a pasti più consapevoli.
Il vero obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma imparare a utilizzarla senza permetterle di occupare il tempo necessario alla salute.




