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Obesità e dolori ai piedi: il carico invisibile che danneggia le articolazioni

Dall’artrite al fascio plantare, il sovrappeso aumenta il carico su piedi e caviglie. Gli esperti spiegano come ridurre il dolore e migliorare la mobilità.

Il peso del corpo, un carico sulle articolazioni

Ogni passo esercita una forza pari a circa 1,5 volte il peso corporeo sul piede.

Significa che una persona di 90 chili scarica a ogni passo oltre 130 chili di pressione su articolazioni, legamenti e tendini.
In condizioni di sovrappeso o obesità, questo stress meccanico diventa cronico e si traduce in dolori plantari, infiammazioni e deformità.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’obesità è oggi uno dei principali fattori di rischio per i disturbi muscoloscheletrici non traumatici, compresi quelli che interessano il piede e la caviglia.

Quando il peso “spezza” il passo

Diversi studi hanno dimostrato una correlazione diretta tra indice di massa corporea (BMI) e dolore plantare.
Una ricerca pubblicata sul Journal of Foot and Ankle Research (2022) ha rilevato che le persone obese hanno un rischio fino a 4 volte maggiore di sviluppare fascite plantare, tendinite achillea e artrosi delle articolazioni metatarsali.

Il piede è una struttura complessa, fatta per sostenere, ammortizzare e bilanciare. Ma quando il peso corporeo è eccessivo, i meccanismi di compenso si esauriscono: i tessuti molli si infiammano e l’appoggio si altera.

Le principali patologie del piede legate all’obesità

Fascite plantare – infiammazione della fascia che sostiene l’arco plantare, con dolore acuto al tallone, tipico al mattino;

Tendinite achillea – sovraccarico del tendine d’Achille per il peso eccessivo e l’appoggio alterato;

Artrosi metatarso-falangea – usura delle articolazioni delle dita, con dolore e rigidità;

Piede piatto o cavo – il peso eccessivo può accentuare deformazioni preesistenti, riducendo la capacità di ammortizzare;

Neuroma di Morton – compressione dei nervi interdigitali, più frequente nei soggetti con scarpe strette o sovrappeso.

 

Non solo meccanica: il ruolo dell’infiammazione

L’obesità non incide solo per effetto del peso. Gli adipociti, le cellule del tessuto adiposo, rilasciano citochine pro-infiammatorie (come TNF-α e IL-6) che favoriscono infiammazione sistemica e dolore cronico.
Uno studio pubblicato su Arthritis Care & Research (2021) ha evidenziato che il dolore articolare nei soggetti obesi non è solo meccanico, ma anche metabolico, influenzato da questo stato infiammatorio persistente.

L’obesità non incide solo per effetto del peso.

Gli adipociti, le cellule del tessuto adiposo, rilasciano citochine pro-infiammatorie (come TNF-α e IL-6) che favoriscono infiammazione sistemica e dolore cronico.
Uno studio pubblicato su Arthritis Care & Research (2021) ha evidenziato che il dolore articolare nei soggetti obesi non è solo meccanico, ma anche metabolico, influenzato da questo stato infiammatorio persistente.

Il circolo vizioso del dolore e dell’inattività

Il dolore ai piedi limita la mobilità, e la riduzione dell’attività fisica peggiora ulteriormente il sovrappeso. È un circolo vizioso che tende ad autoalimentarsi.
Per rompere questo schema serve un approccio integrato: dimagrimento graduale, fisioterapia personalizzata e scarpe ortopediche adeguate.

Strategie per prevenire e alleviare il dolore

Perdere peso, anche poco fa la differenza

Una revisione sistematica pubblicata su Obesity Reviews (2023) mostra che una riduzione del 5–10% del peso corporeo migliora significativamente il dolore e la funzionalità del piede.

Scegliere scarpe e plantari adeguati

Plantari su misura e calzature con supporto dell’arco e ammortizzazione posteriore riducono il carico meccanico e migliorano la postura.

Rinforzare i muscoli del piede

Esercizi mirati come il “toe curl” (afferrare oggetti con le dita del piede) o l’uso della pallina da massaggio migliorano stabilità e circolazione.

Alimentazione antinfiammatoria

Prediligere omega-3, frutta e verdura colorata, spezie antinfiammatorie (curcuma, zenzero) e ridurre zuccheri e grassi saturi aiuta a contenere lo stato infiammatorio cronico.

Terapie fisiche e mediche

Onde d’urto, laser terapia e infiltrazioni di acido ialuronico o PRP (plasma ricco di piastrine) possono alleviare dolore e favorire la rigenerazione tissutale in casi selezionati.

Un approccio multidisciplinare

Secondo la Società Italiana dell’Obesità (SIO), il trattamento del dolore muscoloscheletrico nel paziente obeso richiede il coinvolgimento di più figure: nutrizionista, fisiatra, ortopedico e fisioterapista.
“Ridurre il peso corporeo non serve solo a migliorare la salute metabolica — spiega la SIO — ma anche a restituire libertà di movimento, riducendo il rischio di disabilità precoce”.

“Cinque buone abitudini per piedi leggeri”

Cammina ogni giorno, anche 15 minuti, con scarpe adeguate.
Tieni sotto controllo il peso e l’indice di massa corporea.
Idrata la pelle e fai stretching del polpaccio e della fascia plantare.
Alterna attività a basso impatto (nuoto, cyclette, camminata in acqua).
Consulta un podologo o fisiatra ai primi segnali di dolore persistente.

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