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Farmaci anti-obesità e vista: cosa sappiamo davvero sul rischio per gli occhi

Non esistono prove che i nuovi farmaci anti-obesità provochino abitualmente un deterioramento generale della vista.

Farmaci anti obesità come Semaglutide e altri nuovi trattamenti sono stati associati a rare complicanze oculari, ma le evidenze disponibili non indicano un danno frequente alla vista

La diffusione dei nuovi farmaci contro l’obesità è stata accompagnata da titoli allarmistici su possibili danni agli occhi e casi di perdita improvvisa della vista. Il timore riguarda soprattutto medicinali come semaglutide, principio attivo di Wegovy e Ozempic, e più recentemente tirzepatide, commercializzata come Mounjaro.

Ma questi farmaci possono davvero rendere ciechi?

Nel complesso, le prove disponibili non indicano che i farmaci anti-obesità danneggino abitualmente la vista.

Milioni di persone li utilizzano senza sviluppare problemi oculari. È emerso, tuttavia, un possibile legame tra semaglutide e una rara patologia del nervo ottico chiamata NAION.

Il rischio assoluto appare molto basso, ma è abbastanza serio da richiedere informazione, sorveglianza e una valutazione immediata in presenza di sintomi improvvisi.

Per comprendere il problema è importante distinguere tra associazione statistica e rapporto di causa-effetto, tra rischio relativo e rischio reale e, soprattutto, tra condizioni oculari molto diverse tra loro.

Da dove nasce l’allarme

L’attenzione è aumentata nel 2024, dopo la pubblicazione di uno studio condotto su pazienti visitati presso un centro neuro-oftalmologico statunitense.

I ricercatori hanno osservato una maggiore frequenza di neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica, o NAION, tra le persone alle quali era stata prescritta semaglutide rispetto a quelle trattate con altri farmaci per il diabete o per il controllo del peso.

Lo studio ha rappresentato un importante segnale di sicurezza, ma presentava diversi limiti. Era retrospettivo, proveniva da un centro specialistico nel quale arrivano già pazienti con disturbi oculari e non poteva dimostrare che fosse stato il farmaco a provocare direttamente gli eventi osservati.

Successive ricerche condotte su popolazioni più ampie hanno fornito risultati non sempre uniformi.

Alcune hanno confermato un aumento relativo del rischio, mentre altre non hanno rilevato differenze statisticamente significative. Una grande analisi basata sui registri di Danimarca e Norvegia ha comunque riscontrato, nelle persone con diabete di tipo 2 trattate con semaglutide, un rischio di NAION superiore rispetto a quello osservato con gli inibitori di SGLT2, pur confermando che l’evento rimane raro.

Questi risultati hanno portato le autorità regolatorie a riesaminare i dati provenienti dagli studi clinici, dalla letteratura scientifica e dalla farmacovigilanza.

Che cos’è la NAION

La NAION è una neuropatia ottica ischemica: una riduzione dell’afflusso di sangue provoca un danno alla parte anteriore del nervo ottico, cioè alla struttura che trasporta le informazioni visive dall’occhio al cervello.

Può manifestarsi con:

  • improvvisa riduzione della vista, generalmente senza dolore;
  • comparsa di una zona scura o di un’ombra nel campo visivo;
  • perdita della visione nella parte superiore o inferiore del campo visivo;
  • peggioramento rapido della capacità di vedere da un occhio.

La perdita visiva può essere permanente e, al momento, non esiste un trattamento di provata efficacia capace di ripristinare completamente la vista compromessa.

La NAION non è però una malattia tipica dei soli utilizzatori di farmaci anti-obesità.

È già più frequente nelle persone con diabete, obesità, ipertensione, colesterolo elevato, malattie cardiovascolari e apnea ostruttiva del sonno: condizioni molto diffuse proprio tra i pazienti ai quali vengono prescritti semaglutide e tirzepatide.

Questo rende difficile stabilire quanto dell’aumento osservato dipenda dal medicinale e quanto, invece, dalle caratteristiche cliniche delle persone che lo assumono.

Cosa ha concluso l’EMA sulla semaglutide

Nel giugno 2025 il Comitato per la valutazione dei rischi in farmacovigilanza dell’Agenzia europea per i medicinali ha concluso che la NAION deve essere considerata un effetto indesiderato molto raro dei medicinali contenenti semaglutide, cioè Ozempic, Rybelsus e Wegovy.

Secondo l’EMA, i grandi studi epidemiologici indicano nelle persone con diabete di tipo 2 un rischio approssimativamente doppio rispetto a quello dei soggetti che non assumono semaglutide.

Tradotto in numeri assoluti, ciò corrisponderebbe a circa un caso aggiuntivo ogni 10.000 anni-persona di trattamento.

La definizione “molto raro” significa che l’evento può interessare fino a una persona ogni 10.000 utilizzatori. Non significa, quindi, che una persona su 10.000 diventerà necessariamente cieca: indica una possibile frequenza massima della specifica diagnosi di NAION.

Alla luce dei dati disponibili, l’EMA ha richiesto l’inserimento della NAION nelle informazioni dei prodotti contenenti semaglutide, ma non ha ritirato i medicinali né modificato la conclusione generale sul loro rapporto tra benefici e rischi.

Un rischio doppio può restare molto piccolo

Espressioni come “rischio raddoppiato” possono generare molta preoccupazione, ma devono essere interpretate considerando il valore di partenza.

Uno studio statunitense pubblicato nel 2025 ha confrontato quasi 160.000 persone con diabete di tipo 2.

Nell’arco di due anni, la NAION è stata diagnosticata nello 0,04% dei pazienti trattati con semaglutide o tirzepatide e nello 0,02% di quelli che assumevano altri farmaci antidiabetici.

In altri termini, la differenza osservata è stata di circa due casi ogni 10.000 persone nel periodo considerato.

Lo studio suggerisce quindi un possibile aumento relativo, ma mostra contemporaneamente quanto sia basso il rischio assoluto.

Inoltre, trattandosi di una ricerca osservazionale basata sulle cartelle cliniche, non è possibile escludere completamente differenze tra i gruppi, errori diagnostici o fattori non misurati.

Gli stessi autori precisano che i risultati non permettono di affermare con certezza che i farmaci abbiano causato la patologia.

Tutti i farmaci anti-obesità hanno lo stesso rischio?

No. Non è corretto considerare automaticamente il possibile rischio oculare come un effetto dimostrato di tutti i farmaci contro l’obesità.

Le evidenze più consistenti riguardano attualmente semaglutide. Per tirzepatide, liraglutide e altri agonisti del recettore del GLP-1, i dati sono più limitati o contraddittori.

Un comitato consultivo dell’autorità australiana sui farmaci ha concluso nel 2025 che le evidenze disponibili potevano sostenere il segnale relativo alla semaglutide, ma non quello per tirzepatide o dulaglutide.

Nel luglio 2026, tuttavia, l’autorità australiana TGA ha adottato un approccio particolarmente prudente, introducendo un’avvertenza sulla NAION per l’intera classe dei medicinali GLP-1 e per tirzepatide.

La decisione non dimostra che tutti questi farmaci causino la stessa patologia con la medesima frequenza: rappresenta una misura precauzionale in presenza di una condizione rara ma potenzialmente grave.

In Europa, al momento, il riconoscimento regolatorio più chiaro e specifico riguarda la semaglutide.

La semaglutide danneggia direttamente il nervo ottico?

Non è ancora noto.

Le ricerche osservazionali possono mostrare che due eventi si presentano insieme più spesso del previsto, ma non spiegano necessariamente perché ciò avvenga.

Tra le ipotesi considerate vi sono:

  • variazioni rapide della glicemia;
  • modificazioni della pressione arteriosa o dello stato di idratazione;
  • vulnerabilità preesistente della circolazione del nervo ottico;
  • apnea ostruttiva del sonno non diagnosticata o non trattata;
  • caratteristiche anatomiche individuali del disco ottico;
  • fattori metabolici e vascolari legati al diabete e all’obesità.

Non è stato ancora dimostrato un meccanismo attraverso il quale semaglutide provocherebbe direttamente un danno tossico al nervo ottico.

Anche gli studi randomizzati, generalmente considerati più affidabili per valutare un rapporto causale, hanno prodotto risultati difficili da interpretare perché la NAION è talmente rara che spesso si registrano pochissimi eventi.

Una revisione di studi clinici randomizzati ha rilevato un segnale per la NAION, ma non un aumento generale degli eventi oculari o della retinopatia diabetica associato alla semaglutide.

NAION e retinopatia diabetica non sono la stessa cosa

Nel dibattito vengono spesso confuse due condizioni differenti: la NAION e la retinopatia diabetica.

La NAION interessa il nervo ottico e può provocare una perdita improvvisa della vista. La retinopatia diabetica, invece, riguarda i piccoli vasi sanguigni della retina e si sviluppa soprattutto nelle persone che convivono da tempo con il diabete.

L’attenzione sulla retinopatia è nata in particolare dallo studio SUSTAIN-6, nel quale le complicanze della retinopatia diabetica erano risultate più frequenti nei pazienti trattati con semaglutide rispetto a quelli che ricevevano placebo.

Le analisi successive hanno però indicato che gran parte della differenza poteva essere spiegata dalla riduzione rapida e marcata dell’emoglobina glicata durante le prime settimane, soprattutto nei pazienti che:

  • avevano già una retinopatia diabetica;
  • presentavano un controllo glicemico iniziale molto scarso;
  • erano trattati con insulina;
  • avevano avuto una diminuzione particolarmente rapida della glicemia.

Il peggioramento transitorio della retinopatia dopo un rapido miglioramento del controllo glicemico è un fenomeno conosciuto da tempo e osservato anche con l’insulina. Non dimostra necessariamente che il farmaco sia tossico per la retina.

Uno studio più recente ha inoltre rilevato che le variazioni dello spessore retinico durante il trattamento con semaglutide erano spiegate soprattutto dal miglioramento della glicemia, e non da un effetto specifico del medicinale sull’occhio.

Farmaci-anti-obesità-e-vista

Chi assume il farmaco soltanto per l’obesità deve preoccuparsi?

Per una persona senza diabete, senza precedenti disturbi del nervo ottico e senza importanti malattie oculari, il rischio appare molto basso.

Il possibile peggioramento iniziale della retinopatia riguarda principalmente chi ha già il diabete e una retinopatia preesistente, soprattutto quando la glicemia si riduce rapidamente. Non rappresenta quindi lo stesso problema per la maggior parte delle persone che utilizzano questi medicinali esclusivamente per il trattamento dell’obesità.

La NAION, invece, può verificarsi anche in assenza di diabete. Tuttavia rimane rara e il rischio individuale può essere influenzato da condizioni come ipertensione, apnee notturne, alterazioni dei lipidi, fumo e malattie cardiovascolari.

In presenza di questi fattori non è automaticamente necessario rinunciare al trattamento. È però opportuno discuterne con il medico, valutando il beneficio atteso, il rischio complessivo e la necessità di controlli personalizzati.

Serve una visita oculistica prima di iniziare?

Non vi sono indicazioni per sottoporre indiscriminatamente ogni persona che inizia un farmaco anti-obesità a esami oftalmologici complessi.

Un controllo oculistico può essere particolarmente utile quando sono presenti:

  • diabete di lunga durata;
  • retinopatia diabetica già diagnosticata;
  • precedente NAION in uno dei due occhi;
  • perdita visiva non spiegata;
  • importanti patologie del nervo ottico;
  • sintomi oculari recenti;
  • rapido peggioramento del controllo visivo.

Chi ha il diabete deve comunque rispettare il programma di screening della retinopatia indicato dal diabetologo o dall’oculista. Quando la glicemia iniziale è molto elevata, il medico può inoltre programmare un monitoraggio più attento durante i primi mesi di trattamento.

È utile anche identificare e trattare i fattori che aumentano il rischio vascolare e oculare, come ipertensione, colesterolo elevato e apnea ostruttiva del sonno.

Quali sintomi non devono essere ignorati

La maggior parte dei disturbi visivi comuni, come secchezza oculare, affaticamento davanti agli schermi o necessità di cambiare gli occhiali, non indica una NAION.

È invece necessario richiedere rapidamente una valutazione medica in presenza di:

  • perdita improvvisa, completa o parziale, della vista;
  • comparsa improvvisa di un’ombra o di una zona scura;
  • riduzione rapida della vista da un solo occhio;
  • perdita di una parte del campo visivo;
  • peggioramento visivo importante comparso nell’arco di ore o pochi giorni.

L’EMA raccomanda a chi manifesta una perdita improvvisa della vista o un rapido peggioramento visivo durante il trattamento con semaglutide di contattare immediatamente il medico. Se viene confermata una NAION, il trattamento con semaglutide deve essere interrotto.

In assenza di sintomi, invece, non è opportuno sospendere autonomamente il medicinale sulla base di un titolo letto online. L’interruzione può comportare recupero del peso, peggioramento della glicemia e perdita di benefici metabolici e cardiovascolari.

I benefici devono essere confrontati con il rischio reale

Semaglutide e tirzepatide possono determinare una riduzione importante del peso e migliorare glicemia, pressione arteriosa e altri fattori di rischio.

Per alcune categorie di pazienti, semaglutide ha inoltre dimostrato benefici cardiovascolari, mentre questi medicinali vengono studiati e impiegati nel trattamento di numerose complicanze associate all’obesità.

Il confronto corretto non è quindi tra “farmaco con rischio” e “nessun rischio”. Anche l’obesità e il diabete non trattati comportano conseguenze, comprese malattie cardiovascolari, renali e oculari.

La domanda da porre è se, per la singola persona, i benefici attesi superino i possibili effetti indesiderati.

Nella grande maggioranza dei pazienti adeguatamente selezionati, il rapporto rimane favorevole.

La presenza di un evento molto raro non annulla l’efficacia del trattamento, ma richiede che medici e pazienti conoscano i segnali ai quali prestare attenzione.

Quindi i farmaci anti-obesità danneggiano la vista?

Probabilmente no, almeno non nella grande maggioranza delle persone.

Non esistono prove che i nuovi farmaci anti-obesità provochino abitualmente un deterioramento generale della vista. Esiste però un segnale credibile, oggi riconosciuto dall’EMA, che collega semaglutide a un aumento molto piccolo del rischio di NAION.

Per gli altri medicinali della stessa area terapeutica, compresa tirzepatide, le evidenze sono meno definite e non consentono ancora conclusioni definitive.

Il messaggio non deve essere né allarmistico né rassicurante in modo assoluto. Questi farmaci non devono essere demonizzati, ma neppure utilizzati senza prescrizione, acquistati attraverso canali non controllati o assunti senza un adeguato monitoraggio.

Una corretta valutazione prima della terapia, il controllo dei fattori di rischio e la capacità di riconoscere rapidamente una perdita improvvisa della vista permettono di utilizzare questi medicinali con maggiore sicurezza.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico o dell’oculista. Non interrompere o modificare una terapia prescritta senza aver consultato il professionista sanitario. Una perdita improvvisa o un rapido peggioramento della vista richiedono una valutazione medica urgente.

FAQ

I farmaci anti-obesità possono causare cecità?

Nella grande maggioranza delle persone, no. Non esistono prove che i farmaci anti-obesità provochino abitualmente cecità o un deterioramento generale della vista.

Per la semaglutide è stato però identificato un possibile aumento del rischio di NAION, una rara patologia del nervo ottico che può causare una perdita improvvisa e talvolta permanente della vista.

Quanto è frequente il rischio di NAION con semaglutide?

Il rischio è considerato molto raro. Secondo le valutazioni delle autorità regolatorie europee, potrebbe verificarsi fino a un caso ogni 10.000 persone trattate. Gli studi suggeriscono un possibile aumento del rischio relativo, ma il numero assoluto di casi rimane molto basso.

Che cos’è la NAION?

La neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica, abbreviata in NAION, è una condizione provocata da una riduzione dell’afflusso di sangue al nervo ottico.

Generalmente interessa un solo occhio e può manifestarsi con una perdita improvvisa e indolore della vista o con la comparsa di un’ombra nel campo visivo.

Quali farmaci sono stati associati a problemi alla vista?

Le evidenze più consistenti riguardano la semaglutide, principio attivo presente in medicinali come Wegovy, Ozempic e Rybelsus.

Per tirzepatide, liraglutide e altri farmaci simili i dati sono ancora limitati e non permettono di stabilire con certezza un rischio analogo.

Tirzepatide e Mounjaro possono danneggiare la vista?

Al momento non è stato dimostrato che tirzepatide causi direttamente danni oculari. Alcuni studi osservazionali hanno segnalato possibili eventi, ma le prove sono meno solide rispetto a quelle disponibili per semaglutide.

La sorveglianza continua, soprattutto perché questi farmaci vengono utilizzati da un numero crescente di persone.

La retinopatia diabetica può peggiorare durante il trattamento?

In alcune persone con diabete e retinopatia già presente, un miglioramento molto rapido della glicemia può provocare un peggioramento temporaneo della condizione.

Questo fenomeno è conosciuto anche con altre terapie antidiabetiche e non significa necessariamente che il farmaco sia tossico per la retina.

Il rischio riguarda soprattutto chi presenta una retinopatia avanzata, valori glicemici inizialmente molto elevati o una rapida riduzione dell’emoglobina glicata.

Chi non ha il diabete deve preoccuparsi?

Per una persona senza diabete, retinopatia o precedenti patologie del nervo ottico, il rischio appare molto basso. La NAION può comunque verificarsi anche in assenza di diabete, soprattutto in presenza di ipertensione, obesità, apnea ostruttiva del sonno, colesterolo elevato o malattie cardiovascolari.

È necessaria una visita oculistica prima di iniziare il trattamento?

Non è generalmente necessaria per tutte le persone. Una valutazione oculistica è particolarmente consigliabile in caso di diabete di lunga durata, retinopatia già diagnosticata, precedente NAION, malattie del nervo ottico o disturbi visivi recenti.

Chi ha il diabete dovrebbe continuare a effettuare regolarmente i controlli della retina indicati dal medico.

Quali sintomi oculari richiedono una valutazione urgente?

È necessario rivolgersi rapidamente a un medico o a un pronto soccorso oculistico in presenza di:

  • perdita improvvisa della vista da uno o entrambi gli occhi;
  • comparsa di un’ombra o di una zona scura nel campo visivo;
  • perdita della parte superiore o inferiore del campo visivo;
  • rapido peggioramento della capacità di vedere;
  • alterazioni visive comparse nell’arco di poche ore o giorni.

La NAION è generalmente indolore, quindi l’assenza di dolore non deve portare a sottovalutare una perdita improvvisa della vista.

Devo interrompere il farmaco se noto un disturbo visivo?

Non bisogna interrompere autonomamente la terapia per disturbi lievi o aspecifici. In presenza di una perdita improvvisa o di un rapido peggioramento della vista è però necessario contattare immediatamente il medico.

Se viene confermata una diagnosi di NAION durante il trattamento con semaglutide, le autorità regolatorie raccomandano l’interruzione del medicinale sotto controllo medico.

Occhi secchi o vista affaticata indicano una NAION?

Generalmente no. Secchezza oculare, affaticamento davanti agli schermi, bruciore o necessità di modificare la gradazione degli occhiali non sono i sintomi tipici della NAION. La patologia provoca solitamente una perdita improvvisa e indolore di una parte della vista.

I sintomi persistenti devono comunque essere riferiti al medico o all’oculista.

Il dimagrimento rapido può influenzare la vista?

Una perdita di peso rapida non è stata dimostrata come causa diretta di danni oculari. Nelle persone con diabete, tuttavia, una riduzione molto veloce della glicemia può influenzare temporaneamente la retinopatia già esistente. Per questo il trattamento deve essere seguito dal medico e accompagnato da controlli appropriati.

I benefici dei farmaci superano i possibili rischi oculari?

Per la maggior parte delle persone correttamente selezionate, sì. I farmaci anti-obesità possono favorire una perdita di peso clinicamente significativa e migliorare diabete, pressione arteriosa e rischio cardiovascolare.

Il possibile rischio oculare deve essere valutato insieme ai benefici attesi e alle conseguenze dell’obesità o del diabete non adeguatamente trattati. La decisione deve essere personalizzata con il medico.

È sicuro acquistare questi farmaci online senza prescrizione?

No. I farmaci anti-obesità devono essere utilizzati esclusivamente su prescrizione e sotto controllo medico. L’acquisto attraverso siti non autorizzati espone al rischio di prodotti contraffatti, dosaggi errati, conservazione inadeguata e assenza di monitoraggio degli effetti indesiderati.

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